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Tablet, c’è da fidarsi dei prodotti senza marca?

A proposito di Tablet, voglio raccontarvi una storia che mi è capitata alcuni giorni fa. Partiamo da circa due settimane fa quando una collega mi ha chiesto un consiglio per l’acquisto di un Tablet per regalarlo al suo ragazzo per il compleanno, la mia domanda è stata: che tipo di Tablet ti serve? Hai già un’idea in merito? E di contro ho ricevuto una risposta ben precisa: “mi serve il Miglior Tablet al prezzo più vantaggioso!”, classica di chi non sa cosa vuole esattamente ma sa che deve contenere la spesa, e io quindi ho cominciato a sfoderare tutta una serie di articoli delle marche più conosciute elencandole vantaggi e svantaggi di ogni modello e relativo prezzo di mercato.

Alla fine la scoperta è stata che il prezzo più basso per un Tablet marchiato e conosciuto era intorno a 500 euro, ben al di fuori del suo budget che Lei mi aveva inizialmente nascosto e che, secondo me, irragionevolmente si aggirava sui 300 euro.

Così lei stessa si è messa a navigare on line e ben presto è capitata su un sito e-commerce che proponeva una “speciale offerta”, un Tablet di marca non precisata (di costruzione cinese probabilmente…) a 289 euro. E’ chiaro che per la collega, che mirava al risparmio il prodotto si presento immediatamente allettante e se ne innamorò subito procedendo nel giro di una mezzoretta all’acquisto.

Il Tablet è arrivato circa una settimana fa in ufficio, e la cosa non mi è dispiaciuta, nel senso che la mia curiosità di vedere un prodotto tanto “vantaggiosa” era tanta. L’articolo si presentava con una scatola completamente nera con la scritta Tablet KJX  Ramot 10, l’interno era composto da alimentatore, auricolare, e un manuale con il classico “falso” marchio CE bene in vista e con tutto il contenuto scritto in lingua cinese, e un foglietto a parte con la traduzione in italiano molto ma molto approssimativa, ma passiamo al Tablet, lo spessore non era proprio dei migliori, diciamo sopra il centrimetro, il display da 10 pollici acceso ha mostrato tutte le sue carenze in fatto di visualizzazione di immagine, il sistema operativo era Android (ovviamente), così uno dei nostri tecnici ha cominciato a smanettarci per favorire alla collega la migliore impostazione, per farla breve: non c’è stato verso di configurare la rete in wireless, la porta usb è di tipo 1.0 e non riconosce nemmeno una banale pen drive, e per finire la regolazione del contrasto del display era praticamente del tutto irrilevante.

Risultato finale? Ha rispedito a sue spese il prodotto al fornitore, e in cambio ha ricevuto la promessa di rivederlo nella sua versione nuova (dicono nuova produzione più affidabile) entro fine Novembre (???).

Allora mi chiedo, indipendentemente dai costi dell’immane pubblicità che alla fine il consumatore paga sul prodotto stesso, ci sarà un motivo se i prodotti di marca nella stragrande maggioranza dei casi non evidenziano queste problematiche?


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